Capire come fare link building oggi significa andare oltre la semplice ricerca di siti disposti a pubblicare un link. La link building è una delle attività più importanti della SEO off-page, ma anche una delle più delicate: può rafforzare l’autorevolezza di un dominio, migliorare la visibilità organica e supportare il posizionamento delle pagine strategiche, ma solo se viene progettata con metodo.
Una campagna improvvisata, basata su link casuali, anchor text ripetitive o siti di bassa qualità, rischia invece di generare pochi risultati o di rendere il profilo backlink poco naturale. Per questo motivo, quando si parla di come fare una link building efficace, la domanda corretta non è “quanti link devo ottenere?”, ma “quali link hanno davvero senso per il mio sito, per il mio settore e per i miei obiettivi SEO?”.
In questa guida vediamo come costruire una strategia di link building solida, quali passaggi seguire, quali errori evitare e quando può essere utile affidarsi a un partner specializzato come Elemaca, agenzia di link building, per pianificare campagne basate su qualità, pertinenza e monitoraggio continuo.
Indice
Che cos’è la link building e perché è importante nella SEO
La link building è l’insieme delle attività finalizzate a ottenere link in ingresso, chiamati backlink, da altri siti web verso il proprio dominio. Un backlink è un collegamento che da una pagina esterna rimanda a una pagina del tuo sito.
Nel contesto SEO, un link può essere interpretato come un segnale di autorevolezza, fiducia e rilevanza. Se un sito reale, pertinente e ben curato cita una tua risorsa, sta suggerendo che quel contenuto merita attenzione. Questo non significa che ogni backlink migliori automaticamente il ranking, ma che un profilo link naturale e qualitativo può contribuire alla reputazione complessiva del sito.
La link building rientra nella SEO off-page, cioè in tutte quelle attività che avvengono fuori dal sito ma che possono influenzare autorevolezza, notorietà e posizionamento organico. Tuttavia, non deve essere vista come una scorciatoia. I backlink funzionano meglio quando amplificano un progetto SEO già solido: contenuti utili, struttura interna chiara, pagine target ottimizzate, buona esperienza utente e una strategia keyword coerente.
Per approfondire il concetto generale, puoi leggere anche la guida dedicata a cos’è la link building e quali strategie usare.
Come fare link building: il metodo corretto parte dall’analisi
Quando si cerca online come fare link building, spesso si trovano consigli molto operativi: guest post, digital PR, directory, partnership, contenuti linkabili. Tutti questi strumenti possono essere utili, ma prima di scegliere la tecnica bisogna definire la strategia.
Una buona campagna parte da alcune domande fondamentali:
- quali pagine vogliamo valorizzare?
- quali keyword vogliamo supportare?
- quali competitor si posizionano meglio e da quali siti ricevono link?
- quali contenuti del nostro sito sono realmente meritevoli di essere citati?
- che tipo di anchor text sono già presenti nel profilo backlink?
- il dominio ha link spam, tossici o poco pertinenti?
- quale ritmo di acquisizione link appare naturale per il settore?
Senza questa fase preliminare, la link building rischia di diventare una semplice raccolta di pubblicazioni. Il punto non è ottenere link ovunque, ma costruire collegamenti coerenti tra contenuti, autorevolezza del dominio e obiettivi SEO.
Prima dei backlink: il sito è pronto a ricevere link?
Uno degli errori più comuni è iniziare una campagna di link building prima di aver ottimizzato il sito. Un backlink può portare valore se punta verso una pagina utile, completa e coerente con l’intento di ricerca. Se invece il link rimanda a una pagina povera, lenta, poco chiara o non ottimizzata, l’impatto sarà limitato.
Prima di investire in link building, è utile verificare alcuni elementi:
| Area da controllare | Perché è importante |
|---|---|
| Contenuti | Devono essere originali, completi e realmente utili per l’utente. |
| Pagine target | Devono avere un obiettivo chiaro: informare, convertire, generare contatti o supportare una keyword strategica. |
| Interlinking interno | I link interni aiutano a distribuire autorevolezza e a collegare le pagine correlate. |
| SEO tecnica | Indicizzazione, velocità, struttura HTML e crawlability influenzano l’efficacia complessiva della strategia. |
| Profilo backlink attuale | Serve a capire punti di forza, criticità, anchor text già usate e possibili link tossici. |
| Keyword strategy | Permette di collegare ogni backlink a un obiettivo organico misurabile. |
La link building non dovrebbe correggere ciò che manca al sito. Dovrebbe amplificare ciò che il sito ha già di valido.
Quali backlink hanno davvero valore
Non tutti i backlink sono uguali. Un link da un sito autorevole, pertinente e realmente visitato può valere molto più di decine di link ottenuti da domini generici, abbandonati o creati solo per vendere collegamenti.
I backlink di qualità hanno alcune caratteristiche comuni:
- pertinenza tematica: il sito che linka tratta argomenti vicini al tuo settore;
- autorevolezza reale: il dominio ha contenuti curati, traffico organico e una presenza credibile;
- contesto editoriale: il link è inserito in un contenuto utile, non in modo forzato;
- naturalezza dell’anchor text: il testo cliccabile è coerente e non sovraottimizzato;
- pagina indicizzata: il contenuto che ospita il link deve essere accessibile e indicizzabile;
- profilo link pulito: il sito non deve mostrare pattern evidenti di spam o network artificiali.
Le metriche di tool esterni, come Domain Rating, Domain Authority o Trust Flow, possono aiutare nell’analisi, ma non devono essere l’unico criterio. Un dominio con una metrica alta ma senza traffico, pieno di articoli sponsorizzati e poco pertinente può essere meno utile di un sito più piccolo ma verticale, attivo e coerente.
Come scegliere le pagine da linkare
Una strategia matura non punta tutti i backlink alla homepage. La homepage è importante, ma un profilo naturale dovrebbe distribuire i link tra diverse tipologie di pagine: servizi, guide, articoli informativi, contenuti evergreen, pagine categoria e risorse di approfondimento.
Per un sito che offre servizi SEO e link building, per esempio, una strategia equilibrata può includere link verso:
- la pagina principale del servizio di agenzia link building;
- guide informative come questa, utili per intercettare utenti in fase di ricerca;
- contenuti verticali come la guida alla scelta delle anchor text;
- articoli di supporto sul PageRank di Google e sulla distribuzione dell’autorevolezza;
- pagine dedicate a casi specifici, come la link building per eCommerce.
Questa distribuzione aiuta a rendere il profilo backlink più naturale e a rafforzare il topical authority del sito su un tema specifico.
Anchor text: come usarle senza sovraottimizzare
L’anchor text è il testo cliccabile di un link. È importante perché aiuta utenti e motori di ricerca a capire quale contenuto troveranno nella pagina di destinazione. Tuttavia, un uso eccessivo di anchor exact match può rendere il profilo backlink poco naturale.
Se tutti i link esterni verso una pagina usano la stessa keyword, ad esempio “come fare link building”, il pattern può apparire forzato. È preferibile alternare diverse tipologie di anchor:
| Tipo di anchor | Esempio | Quando usarla |
|---|---|---|
| Branded | Elemaca | Per rafforzare il brand e mantenere naturalezza. |
| Parziale | strategie di link building efficaci | Per collegare keyword e contesto senza forzare. |
| Descrittiva | guida pratica alla SEO off-page | Quando il link serve come approfondimento informativo. |
| URL nude | https://elemaca.it/ | Per variare il profilo link. |
| Generica | approfondisci qui | Da usare con moderazione, quando il contesto è già chiaro. |
| Exact match | come fare link building | Utile, ma da usare con equilibrio. |
Le anchor text sono uno degli elementi più sensibili della link building. La regola pratica è semplice: devono sembrare scritte per aiutare il lettore, non per manipolare la SERP.
Link building come si fa: le fasi operative
Per capire davvero link building come si fa, è utile immaginare la campagna come un processo in più fasi. Ogni fase ha un obiettivo preciso e contribuisce alla qualità del risultato finale.
1. Analisi del profilo backlink
La prima fase consiste nel verificare quali link puntano già al sito. Bisogna analizzare domini referenti, pagine linkate, anchor text, link dofollow e nofollow, qualità dei siti, andamento storico delle acquisizioni e possibili segnali di spam.
Questa analisi permette di capire se il profilo backlink è equilibrato, se esistono anomalie e quali pagine hanno già ricevuto segnali esterni.
2. Analisi dei competitor
I competitor che si posizionano meglio possono offrire indicazioni preziose. Analizzare il loro profilo backlink aiuta a individuare siti verticali, portali informativi, magazine di settore, partnership, guest post e contenuti che hanno generato link spontanei.
L’obiettivo non è copiare, ma individuare opportunità e pattern ricorrenti: quali tipi di contenuti ricevono link, quali fonti citano spesso il settore e quali pagine sembrano più forti nelle SERP.
3. Scelta delle pagine target
Una volta raccolti i dati, bisogna decidere quali pagine spingere. Le pagine target devono essere coerenti con gli obiettivi SEO e con il tipo di link che si vuole ottenere.
Per esempio, una guida informativa può ricevere link editoriali da articoli di approfondimento, mentre una pagina servizio può essere linkata in contesti più commerciali o comparativi. La scelta deve essere naturale.
4. Selezione dei siti
La selezione dei siti è una delle fasi più importanti. Un buon sito per una campagna di link building dovrebbe essere indicizzato, attivo, pertinente, aggiornato e dotato di contenuti editoriali reali.
Prima di pubblicare, è utile verificare:
- qualità dei contenuti già pubblicati;
- coerenza tematica con il sito da linkare;
- traffico organico stimato;
- presenza su Google delle pagine principali;
- profilo backlink del dominio;
- quantità di articoli sponsorizzati rispetto ai contenuti editoriali;
- assenza di pattern riconducibili a network artificiali.
5. Creazione del contenuto editoriale
Il contenuto che ospita il backlink deve avere valore autonomo. Non dovrebbe essere un testo scritto solo per inserire un collegamento. Deve rispondere a una domanda, sviluppare un tema utile e inserire il link come approfondimento naturale.
Un buon contenuto editoriale può portare benefici SEO, traffico referral, brand awareness e maggiore credibilità. Per questo la link building funziona meglio quando si integra con SEO copywriting, gestione blog e digital PR.
6. Pubblicazione e controllo tecnico
Dopo la pubblicazione, bisogna controllare che il link sia presente, funzionante, posizionato nel corpo del testo e coerente con l’anchor concordata. È importante verificare anche se la pagina è indicizzabile, se il link è dofollow o nofollow e se il contenuto viene effettivamente scansionato dai motori di ricerca.
7. Monitoraggio dei risultati
La link building non termina con la pubblicazione. Bisogna monitorare nel tempo lo stato del link, l’indicizzazione della pagina, il traffico referral, le variazioni di ranking, la crescita dei domini referenti e la performance delle pagine target.
I risultati possono arrivare dopo settimane o mesi, in base alla competitività della SERP, alla qualità dei backlink, allo stato del sito e alla forza dei competitor.
Link building nazionale e internazionale
Non tutte le campagne hanno lo stesso obiettivo geografico. Una strategia pensata per il mercato italiano è diversa da una campagna rivolta a più Paesi o lingue.
La link building nazionale lavora soprattutto su fonti italiane: magazine, blog, portali verticali, testate locali, siti informativi e risorse coerenti con il mercato di riferimento.
La link building internazionale, invece, richiede un’analisi più avanzata. Non basta tradurre i contenuti o pubblicare su siti esteri. Bisogna valutare lingua, Paese, pertinenza culturale, traffico organico nel mercato target e coerenza tra pagina linkante e pagina linkata.
Questo approccio è particolarmente utile per aziende, eCommerce e brand che vogliono espandersi oltre l’Italia, posizionando pagine multilingua o internazionali su Google in mercati differenti.
Acquisto backlink: quando ha senso e quali rischi evitare
L’acquisto di backlink è uno degli argomenti più discussi nella SEO. La differenza non sta solo nel fatto che un link sia acquistato o meno, ma nel modo in cui viene selezionato, contestualizzato e qualificato.
Comprare link in massa da siti spam, network artificiali o domini senza pertinenza è rischioso e poco utile. Allo stesso modo, pubblicare articoli con anchor text sempre uguali e contenuti di bassa qualità può rendere il profilo backlink innaturale.
Un approccio più professionale parte invece da analisi, selezione editoriale, pertinenza e controllo. Per questo, chi vuole lavorare in modo strutturato può valutare soluzioni come i pacchetti backlink, dove ogni pubblicazione dovrebbe essere valutata in base a qualità del sito, contesto, obiettivo SEO e naturalezza del collegamento.
Per approfondire le indicazioni ufficiali sui link e sulle pratiche da evitare, è possibile consultare anche le norme antispam di Google Search Central e la documentazione sulla qualificazione dei link in uscita.
Link dofollow, nofollow e sponsored: cosa sapere
In una strategia di link building si parla spesso di link dofollow e nofollow. Un link dofollow, in assenza di attributi specifici, può trasmettere segnali SEO più diretti. Un link nofollow, invece, comunica ai motori di ricerca di non trattare quel collegamento come una normale raccomandazione editoriale.
Esistono anche attributi come rel="sponsored", pensato per link pubblicitari, sponsorizzati o frutto di accordi commerciali, e rel="ugc", usato per contenuti generati dagli utenti, come commenti o forum.
Un profilo backlink naturale può includere link dofollow, nofollow, branded, editoriali, citazioni e menzioni. Puntare solo a una tipologia di link può rendere la crescita meno credibile. Anche i link nofollow, se provengono da fonti autorevoli e reali, possono avere valore in termini di traffico referral, brand awareness e reputazione.
Errori da evitare quando fai link building
Fare link building senza metodo può compromettere la qualità del profilo backlink. Ecco gli errori più frequenti.
Puntare solo alla quantità
Ottenere tanti link non significa costruire autorevolezza. Se i collegamenti arrivano da siti irrilevanti, spam o privi di traffico, il valore reale può essere molto basso. Meglio pochi link pertinenti e ben contestualizzati che molti link deboli.
Usare sempre la stessa anchor text
La ripetizione eccessiva della stessa keyword può generare un profilo innaturale. Le anchor devono essere varie, descrittive e coerenti con il contesto.
Linkare solo la homepage
La homepage è una pagina importante, ma non deve essere l’unica destinazione. Guide, articoli, pagine servizio e risorse informative aiutano a distribuire meglio l’autorevolezza.
Scegliere siti solo in base alle metriche
Le metriche SEO sono utili, ma non bastano. Bisogna valutare qualità editoriale, traffico organico, pertinenza, indicizzazione e pulizia del dominio.
Ignorare il contenuto che ospita il link
Un backlink inserito in un testo generico o poco curato ha meno valore. Il contenuto deve essere utile, originale e coerente con il tema della pagina linkata.
Non monitorare i link pubblicati
Un link può essere rimosso, modificato, trasformato in nofollow o inserito in una pagina non indicizzata. Il monitoraggio è parte integrante della campagna.
Link building e contenuti: perché devono lavorare insieme
La link building funziona meglio quando il sito ha contenuti forti. Guide approfondite, studi di settore, risorse evergreen, confronti, checklist e contenuti data-driven sono più facili da citare rispetto a pagine generiche o puramente commerciali.
Per questo, una buona strategia dovrebbe integrare:
- SEO copywriting per creare contenuti utili e posizionabili;
- gestione blog per costruire topical authority nel tempo;
- interlinking interno per collegare guide, servizi e pagine strategiche;
- digital PR per ottenere visibilità e citazioni autorevoli;
- link building editoriale per rafforzare le pagine più importanti.
In questo modo, i backlink non sono elementi isolati, ma parte di un ecosistema SEO più ampio.
Come misurare una campagna di link building
Per capire se una campagna sta funzionando, non basta contare quanti link sono stati pubblicati. Bisogna monitorare KPI qualitativi e quantitativi.
| KPI | Cosa misura |
|---|---|
| Domini referenti | Numero di domini unici che linkano il sito. |
| Qualità dei backlink | Pertinenza, traffico, autorevolezza e pulizia dei siti linkanti. |
| Distribuzione anchor text | Varietà e naturalezza delle anchor usate. |
| Ranking keyword | Variazioni delle posizioni organiche sulle keyword target. |
| Traffico organico | Crescita delle visite da Google e altri motori di ricerca. |
| Traffico referral | Visite generate direttamente dai backlink. |
| Performance delle pagine target | Andamento delle pagine che ricevono link. |
| Indicizzazione delle pagine linkanti | Presenza su Google dei contenuti che ospitano i backlink. |
La link building deve essere valutata nel medio periodo. Un singolo link può avere effetti limitati, mentre una strategia continuativa e coerente può contribuire a rafforzare l’autorevolezza del dominio nel tempo.
Come fare una link building sostenibile nel tempo
Una link building sostenibile non cerca scorciatoie. Si basa su analisi, contenuti utili, selezione accurata dei siti, anchor text naturali e acquisizioni graduali.
Per costruire una strategia solida bisogna:
- partire da un sito tecnicamente sano;
- creare contenuti che meritano di essere linkati;
- analizzare competitor e opportunità di settore;
- scegliere domini pertinenti e reali;
- variare le anchor text;
- distribuire i link tra più pagine;
- evitare network artificiali e pubblicazioni spam;
- monitorare ogni backlink nel tempo;
- integrare link building, contenuti, SEO tecnica e digital PR.
La domanda “come fare link building” non ha quindi una risposta unica. La strategia cambia in base al settore, alla concorrenza, allo storico del dominio, agli obiettivi commerciali e alla qualità dei contenuti disponibili.
Quando affidarsi a un’agenzia di link building
La link building può essere gestita internamente, ma richiede competenze, tempo, strumenti di analisi, capacità editoriali e una rete di contatti affidabili. Per molte aziende, affidarsi a un’agenzia specializzata permette di ridurre errori, selezionare meglio le opportunità e costruire una strategia più coerente.
Un partner esperto può supportare il progetto in diverse attività:
- analisi del profilo backlink esistente;
- studio dei competitor organici;
- definizione delle pagine target;
- pianificazione delle anchor text;
- selezione di siti pertinenti;
- creazione dei contenuti editoriali;
- monitoraggio dei link pubblicati;
- reporting sull’andamento della campagna.
Elemaca lavora sulla link building con un approccio orientato alla qualità, integrando strategia SEO, contenuti e selezione editoriale. L’obiettivo non è ottenere link a caso, ma costruire autorevolezza reale intorno alle pagine che contano davvero per la crescita organica del sito.
Conclusioni
Capire come fare link building significa comprendere che i backlink non sono semplici collegamenti, ma segnali di reputazione. Un link utile nasce da un contesto coerente, da un contenuto valido e da una relazione sensata tra la pagina che cita e la pagina citata.
Una strategia efficace parte dall’analisi, seleziona con cura i siti, diversifica le anchor text, valorizza le pagine giuste e monitora i risultati nel tempo. La link building non deve essere un’attività isolata, ma una leva integrata con SEO tecnica, content marketing, interlinking e digital PR.
Per aziende, eCommerce e professionisti che vogliono crescere sui motori di ricerca, il punto di partenza non è comprare link in modo casuale, ma costruire autorevolezza con una strategia pensata per durare.
Domande frequenti su come fare link building
Come fare link building in modo corretto?
Per fare link building in modo corretto bisogna partire da un’analisi del sito, dei competitor e del profilo backlink esistente. Poi si scelgono le pagine target, si definiscono anchor text naturali, si selezionano siti pertinenti e si creano contenuti editoriali utili in cui inserire i link in modo coerente.
Come fare una link building naturale?
Per fare una link building naturale bisogna evitare acquisizioni massive, anchor text sempre uguali e siti poco pertinenti. Una strategia sana alterna link verso homepage, pagine servizio e contenuti informativi, scegliendo domini reali e coerenti con il settore.
Quali backlink sono migliori per la SEO?
I backlink migliori sono quelli provenienti da siti autorevoli, pertinenti, indicizzati, con traffico reale e contenuti editoriali curati. Un link inserito in un contesto utile e coerente vale più di molti collegamenti ottenuti da siti generici o spam.
Quanti backlink servono per posizionarsi?
Non esiste un numero fisso di backlink necessario per posizionarsi. Dipende dalla concorrenza, dalla difficoltà delle keyword, dall’autorevolezza del dominio, dalla qualità dei contenuti e dal profilo link dei competitor.
Meglio link dofollow o nofollow?
I link dofollow possono trasmettere segnali SEO più diretti, ma anche i link nofollow possono avere valore se provengono da fonti autorevoli, portano traffico referral o rafforzano la visibilità del brand. Un profilo naturale può includere entrambe le tipologie.
Le anchor text influenzano la link building?
Sì, le anchor text aiutano a contestualizzare la pagina linkata. È importante usarle in modo naturale, alternando anchor branded, descrittive, parziali, URL nude ed exact match con moderazione.
La link building è rischiosa?
La link building può essere rischiosa se viene fatta con link spam, network artificiali, siti non pertinenti o anchor text sovraottimizzate. Se invece viene pianificata con criterio, può diventare una leva importante per aumentare autorevolezza e visibilità organica.
Quanto tempo serve per vedere risultati?
I risultati della link building non sono immediati. Possono servire settimane o mesi, in base alla competitività del settore, alla qualità dei backlink, allo stato SEO del sito e alla frequenza delle acquisizioni.
La link building serve anche agli eCommerce?
Sì, la link building può essere molto utile per gli eCommerce, soprattutto quando supporta categorie, guide informative, pagine prodotto strategiche e contenuti editoriali collegati agli intenti di ricerca degli utenti.
Quando conviene affidarsi a un’agenzia di link building?
Conviene affidarsi a un’agenzia quando servono analisi del profilo backlink, selezione di siti affidabili, contenuti editoriali professionali, monitoraggio e una strategia coerente con gli obiettivi SEO del progetto.

