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Guida per posizionare un sito ai primi posti inSERP

Se il mondo search diventa sempre più fluido, con l’avvento dell’intelligenza artificiale e di nuove abitudini di ricerca, dai motori generativi all’uso di social come TikTok, YouTube o Instagram per trovare informazioni, puntare alla prima posizione su Google potrebbe sembrare un obiettivo superato.

Eppure, i numeri raccontano tutt’altro: secondo ricerche recenti, i primi tre risultati della SERP catturano circa il 75% dei clic totali. Essere in cima, quindi, resta ancora sinonimo di visibilità, autorevolezza e traffico qualificato.

Ma come si conquista e, soprattutto, come si mantiene un buon posizionamento organico nel tempo? Non esistono scorciatoie, ma servono strategia, metodo e costanza.

Le fondamenta per essere primi: strategia e collaborazione

Il punto di partenza è sempre un sito web solido, veloce e ben organizzato, costruito su basi tecniche e comunicative coerenti con gli obiettivi di business.

La SEO non è un costo una tantum, ma un investimento che richiede tempo e un impegno economico costante: analisi, contenuti, link building e monitoraggio.

Un sito che punta alla vetta deve garantire:

  • un’esperienza utente fluida (UI/UX pensata per conversioni e navigazione semplice);
  • un’architettura chiara e logica;
  • una strategia di comunicazione che rispecchi il tone of voice e i valori del brand.

E non bisogna mai – mai! – lavorare a silos: il team di sviluppo, quello SEO e quello di Marketing&Comunicazione dovrebbero sempre lavorare insieme, a più mani, per garantire che il prodotto finale sia coerente ed efficace da ogni punto di vista.

SEO tecnica e performance

Sembra paradossale ma, in linea generale, la parte invisibile di un sito è quella che più incide sul suo destino in SERP. Velocità, sicurezza e struttura tecnica sono gli elementi che determinano la facilità con cui Google interpreta e indicizza le pagine.

Alcuni pilastri fondamentali sono:

  • Core Web Vitals, monitorali con strumenti come Lighthouse o Search Console. I Core Web Vitals, in pratica, mappano tutti quegli elementi che potrebbero rallentare o rendere poco fluida la navigazione per gli utenti. Un sito rapido, stabile e reattivo migliora la Page Experience e riduce l’abbandono.
  • Indicizzazione, per la quale è bene inviare una sitemap aggiornata a Google Search Console, configurare correttamente il file robots.txt e verificare la presenza delle pagine su Google con il comando site:tuodominio.it.
  • Mobile First, ormai sembra scontato ma ancora troppi siti non sono perfettamente responsive. Ogni sito deve essere perfettamente navigabile da smartphone, oggi criterio prioritario per l’indicizzazione, visto che la maggior parte degli utenti naviga quasi esclusivamente dal telefono.
  • HTTPS e sicurezza, un certificato SSL non è solo una garanzia per l’utente, ma anche un segnale di affidabilità per l’algoritmo.
  • Dati strutturati, il cosiddettoSchema.org aiuta Google a comprendere meglio i contenuti e a generare rich snippet in SERP.

Contenuti di qualità e SEO copywriting

Il contenuto resta il cuore della SEO: scrivere testi efficaci significa intercettare l’intento di ricerca degli utenti, rispondere in modo completo e aggiornato, e farlo con un linguaggio naturale ma strategico. Possibilmente, il tutto anche in perfetta continuità con il tono di voce del proprio brand o azienda.

I punti chiave sono:

  • scegliere le parole chiave giuste, analizzando volumi, trend e concorrenza;
  • lavorare anche su long-tail keyword, più specifiche e meno competitive;
  • curare titolo, meta title e meta description, che devono essere sintetici, contenere la keyword principale, ma anche pertinenti e capaci di invogliare al clic;
  • usare una struttura logica (Heading Tag, elenchi, paragrafi brevi);
  • integrare immagini ottimizzate, video e infografiche per aumentare il tempo di permanenza sulla pagina.

La qualità del contenuto è misurata da Google con il cosiddetto approccio E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness): dimostra competenza, coerenza e affidabilità.

Autorevolezza e link building

Ultima, ma non per importanza, la costruzione di autorevolezza: per Google, un sito è tanto più affidabile quanto più è riconosciuto e consigliato da altri. Ottenere backlink da fonti autorevoli e pertinenti resta una delle leve più potenti per scalare velocemente la SERP.

Parallelamente, una rete di link interni ben studiata rafforza la struttura semantica del sito e facilita la navigazione per l’utente e per i motori di ricerca.

Le Digital PR, tramite menzioni, collaborazioni editoriali e guest post, amplificano la reputazione online e consolidano la presenza del brand nell’ecosistema digitale.

Monitoraggio e aggiornamento continuo

Arrivare in cima è difficile, lo sappiamo… ma restarci è ancora più complesso. Gli algoritmi cambiano, la concorrenza cresce anche nei settori che sono sempre sembrati delle nicchie e le ricerche evolvono insieme agli utenti.

Un sito performante viene costantemente analizzato, aggiornato e migliorato, perché non è detto che ciò che ha funzionato per un periodo continuerà ad essere efficace in eterno.

Ti consigliamo di:

  • Eseguire audit SEO periodici (tecnici, semantici e sui competitor).
  • Aggiornare articoli e pagine chiave con nuovi dati, link e approfondimenti.
  • Monitorare CTR, copertura d’indice, backlink e traffico organico.

SEO e Ads: una strategia integrata

La SEO costruisce valore nel tempo mentre le campagne Ads offrono visibilità immediata: in questo senso, un approccio vincente combina entrambe le strategie. Se la SEO crea una base solida e duratura, la pubblicità a pagamento supporta momenti chiave, test o lanci specifici.

Dunque se il tuo sito web è appena andato online e sei in attesa che il tempo faccia il suo corso e che la crescita organica abbia inizio, puoi sopperire temporaneamente ad esempio attraverso campagne Google Ads.

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